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La comunicazione umana

L’essere umano nel corso della propria esistenza ha bisogno di vivere gli scambi con l’ambiente che lo circonda, in modo tale da riconoscerne l’enorme quantità di messaggi e padroneggiarlo per la propria sopravvivenza. Ha quindi bisogno di comunicare con gli  altri individui tendendo a convincerli del proprio pensiero.

L’essere umano comunica attraverso parole, pensieri, emozioni: non può scegliere se comunicare o meno, ma può scegliere, talvolta, in che modo farlo. 
Nelle relazioni comunicative si distinguono tre livelli principali di comunicazione: verbale, paraverbale e non verbale, da cui dipende la capacità di comunicare, in quanto strettamente in relazione tra loro.
Nella comunicazione verbale si distingue il linguaggio, lo strumento più evoluto con cui comunichiamo.

Alcuni studi condotti hanno scoperto che è grazie ad alcune cellule del corpo umano, chiamate ‘neuroni specchio’, che la comunicazione verbale potrebbe essersi evoluta. Questi neuroni hanno proprietà audiovisive che consentono la riproduzione di atti motori e sonori quando si esegue o si sente il suono o un’azione di qualcuno che li sta svolgendo.
Inoltre, i neuroni specchio sono fondamentali per la comprensione del significato delle parole, compreso il tono, il ritmo, le pause del loro pronunciamento e le emozioni che
evocano, come nel caso di rabbia e tristezza. È in questo modo che si impara fin da piccoli gli atti motori, sonori e il significato delle parole (Turri, 2018).

Parlando della comunicazione paraverbale i nostri neuroni specchio giocano quindi un ruolo fondamentale.
Siamo meno consapevoli di questo aspetto perché il tono di voce o il timbro, il più delle volte, dipende esclusivamente dalle emozioni che proviamo o che vogliamo trasmettere in modo naturale. 

La padronanza di questo aspetto può essere ricondotta ai professionisti della comunicazione (speaker, attori, professionisti vari del settore), mentre la maggior parte delle persone usano la comunicazione paraverbale il più delle volte senza porvi particolare attenzione.

La comunicazione non verbale, invece, comprende tutto ciò che ha a che vedere con il
linguaggio del corpo: ovvero le espressioni delle emozioni, degli sguardi, il tono, il ritmo
della voce, i gesti, le posture, gli spazi interpersonali. (Cozzolino, 2003). È stato scoperto che le persone possono produrre circa 20.000 diverse espressioni del viso e circa 1.000
variazioni paralinguistiche (Cavazza, 2017). Inoltre, la comunicazione non verbale può essere distinta in quattro diverse componenti: il sistema paralinguistico, il sistema cinesico, la prossemica e l’aptica (Paccagnella, 2010), approfondite negli articoli specifici.

Molti studiosi riconoscono che la comunicazione umana è generalmente un gioco di persuasione.

Ma in che modo le persone riescono ad influenzarsi?

 

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